Il Governo italiano sta per varare una riforma storica sulle procedure per l’esecuzione degli sfratti e lo sgombero delle occupazioni abusive.
Non è mai successo prima e se da una parte mette in difficoltà chi davvero è in gravi condizioni economiche, dall’altra tutela i proprietari che spesso non hanno strumenti per allontanare dalle proprie case gli affittuari morosi o, peggio, chi ha occupato abusivamente.

Il nuovo disegno di legge introduce una procedura accelerata con l’obiettivo di ridurre drasticamente le lungaggini burocratiche che oggi costringono i proprietari ad attendere mesi o addirittura anni per rientrare in possesso dei loro immobili. La novità più clamorosa riguarda la riduzione dei tempi di rilascio, puntando all’esecuzione forzata in soli 10 giorni.
Il fulcro della riforma è l’introduzione di un meccanismo quasi automatico che snellisce l’iter di sgombero, eliminando un passaggio procedurale che, nella prassi, era fonte di frequenti rinvii: il tradizionale preavviso di rilascio. Non sarà più necessario l’obbligatorio atto scritto con cui l’ufficiale giudiziario comunica la data dello sgombero. Sarà sufficiente il mero atto di precetto (l’atto con cui si intima il pagamento o il rilascio). Il solo atto di precetto assegnerà all’occupante soli dieci giorni per lasciare definitivamente l’immobile.
Il Governo attacca i morosi e gli occupanti abusivi: la legge che verrà
Scaduto il decimo giorno, a partire dall’undicesimo, l’esecuzione forzata scatterà automaticamente, senza che siano necessarie ulteriori notifiche o avvisi formali.

Questo meccanismo accelera in particolare lo sgombero di seconde, terze e quarte case, oltre che gli immobili occupati in modo abusivo, tutelando il diritto del proprietario di rientrare in possesso del bene in tempi certi.
Il disegno di legge interviene anche su aspetti secondari, ma importanti per la fluidità del mercato immobiliare: attualmente, il proprietario che rientra in un immobile liberato ma pieno di oggetti deve affrontare procedure costose e lunghe per lo smaltimento. La riforma cambia le regole: i beni senza valore economico o d’uso saranno considerati abbandonati.
Trascorsi trenta giorni dalla notifica dell’esecuzione, se gli oggetti non vengono ritirati dall’ex inquilino, il proprietario potrà legittimamente smaltirli o distruggerli senza dover chiedere ulteriori autorizzazioni giudiziarie. Pur mantenendo le tutele per chi è in difficoltà economica, la riforma mira a contrastare la morosità cronica: il tradizionale termine di grazia (il tempo concesso dal giudice per saldare gli arretrati) permane. Tuttavia, il beneficio potrà essere concesso all’inquilino per saldare gli arretrati solo due volte in quattro anni (oggi sono tre).
L’obiettivo è distinguere chiaramente tra il disagio economico reale e chi sfrutta i ritardi procedurali del sistema. L’entrata in vigore della riforma è prevedibile per l’inizio del 2026, una volta concluso l’iter parlamentare.





