È allarme per partite congelate prossime alla scadenza, ripulite e ricongelate per la vendita con nuove etichette, eludendo i controlli. Come difendersi?
Nei giorni scorsi un’inchiesta della trasmissione Rai Report ha posto l’accento su un allarme nell’importazione e nella lavorazione delle carni provenienti dall’estero. Il programma d’inchiesta ha scoperto che ingenti partite di prodotto erano scadute o molto vicine alla scadenza.
La carne, in particolare, sarebbe stata scongelata, lavorata, rimuovendo lo strato superficiale, ricongelata e immessa ancora una volta sul mercato con nuove date i scadenza. Un sistema assolutamente illegale che esporrebbe i consumatori a diversi rischi. Tra di essi il fatto che il congelamento non uccide affatto i batteri, e lo scongelamento potrebbe favorire pericolosi patogeni come la salmonella e la listeria.
La trasmissione ha documentato anche le carenze igieniche che caratterizzavano queste lavorazioni: carne caduta in terra, superficie contaminate e armadietti infestati. A discapito della salute pubblica, insomma, le aziende otterrebbero un doppio guadagno, rimettendo la carne sul mercato e recuperando l’investimento, invece di distruggere la carne scaduta. Infine, la carenza di controlli da parte dei Servizi veterinari andrebbe a chiudere il quadro.
Un sistema che consentirebbe di conoscere il momento in cui gli ispettori si recano nelle fabbriche e dunque inefficace nell’intercettare le pratiche illegali. Alla luce di tutto questo si è generato in Italia un allarme sociale. Da più parti ci si sta chiedendo: come fare a riconoscere un prodotto di qualità ed evitare i rischi? Prima di tutto i consumatori devono essere informati.
Se è vero che con la sola ispezione visiva non è possibile smascherare un ricongelamento a livello industriale, sono molti i segnali che possono andare in aiuto dei cittadini per valutare la qualità e la freschezza della carne. La prima caratteristica da tenere a mente è il colore. Un buon prodotto deve essere rosso brillante per il manzo e rosa pallido per il maiale o il pollo. Da evitare carne grigia, marrone, verde o con macchie scure.
Poi c’è l’odore, che deve essere neutro o leggermente ferroso. I prodotti non freschi spesso hanno odori sgradevoli, rancidi, acri, segnali di deterioramento. Al tatto la carne deve essere elastica e soda: se la si tocca, in breve tempo deve tornare alla forma originaria. Non acquistare carne appiccicosa o viscida, che indica una crescita batterica.
Infine, la carne di qualità deve esperire una quantità minima di liquido, avere una data di scadenza chiara, lontana ed un’origine tracciatile. Da evitare carni con eccesso di liquido, schiuma, con una data di scadenza vicina, illeggibile o con informazioni vaghe sull’origine. Non è tutto. È bene affidarsi a rivenditori di fiducia, non ricongelare mai la carne scongelata se non cotta e, in caso di ulteriori dubbi, cuocere bene il prodotto per uccidere la maggioranza dei batteri presenti.